Corso di lingua sarda
di Bettina Sa Bruscia

Sistemi linguistici
Da un punto di vista scientifico, parlare di lingue e di dialetti è fuorviante, perché il significato di queste due parole, lingua e dialetto, si riferisce non tanto a caratteri scientifici (come la struttura delle parlate), ma ad altri caratteri, che non hanno niente a che fare con la scienza, come il riconoscimento politico, il fatto che queste parlate siano usate da persone colte o poco istruite, il fatto che siano usate in certe occasioni e non in altre etc.

Sicuramente possiamo entrare nel merito anche di questi fatti, ma se davvero vogliamo capire come è fatta una parlata, ciò che deve interessarci prima di tutto è la struttura stessa di quella parlata.

Da qui, dunque, useremo il termine sistema linguistico per indicare l'insieme di parlate con la stessa struttura, chiamando queste ultime varianti (o varietà). Per esempio, il sistema linguistico sardo contiene tre varianti: campidanese, logudorese, nuorese; il sistema linguistico italiano contiene numerosissime varianti, fra le quali il calabrese, il siciliano, il ligure, l'italiano scolastico che parliamo ogni giorno, il pugliese etc.
Quindi, un sistema linguistico è un insieme di varianti che hanno abbastanza elementi comuni per poter essere accomunate. Allo stesso tempo un sistema linguistico è distinto da un altro perchè hanno abbastanza elementi diversi.
Ma quali sono gli elementi che dobbiamo considerare, controllando che se sono uguali o diversi, per collocare le varianti in un sistema linguistico o in un altro? Presto detto: sono lessico, fonetica, morfologia, sintassi.
Il lessico è l'insieme delle parole, le parole stesse. La fonetica è l'insieme dei suoni che una variante ha, i suoni stessi. La morfologia è il meccanismo in base al quale i nomi cambiano se dal singolare passiamo al plurale, è il meccanismo in base al quale i nomi cambiano se dal singolare passiamo al plurale, è il meccanismo in base al quale i verbi cambiano se dal presente passiamo al futuro etc.
La sintassi è il modo di ordinare e di riorganizzare le parole della frase per esprimere un certo concetto. Bene, se noi compariamo, attraverso questi quattro elementi fondamentali, il sistema linguistico italiano e il sistema linguistico sardo, vediamo subito che non hanno sufficienti elementi in comune che permettano di accomunarli. Per fare la comparazione scegliamo la variante più diffusa del sistema linguistico italiano, l'italiano scolastico che parliamo ogni giorno, e la variante più diffusa del sistema linguistico sardo, il campidanese.
LESSICO.
Italiano scolastico: sorgente, casa, tavolo, sedia, bottiglia, bicchiere, tovaglia, cucchiaino....
Campidanese: mitza, domu, mesa, cadira, ampudda, tassa, tialla, cocerinu...
Molte parole sono completamente diverse, altre si somigliano in varia misura, ma non perchè l'italiano scolastico le abbia ricevute dal campidanese o viceversa, ma semplicemente perchè entrambi le hanno ricevute in tempi e modi diversi, visto che il campidanese è più antico dell'italiano scolastico. In definitiva il lessico è diverso.
FONETICA.
Italiano scolastico: pace, Emiliano (E-mi-lia-no), ho fame...
Campidanese: paxi, Milianu (Mi-li-a-nu), tengu fàmini (tengu vàmini)....
Il campidanese possiede suoni che l'italiano scolastico non ha (la -x- di paxi), quando ci sono due vocali vicine, l'italiano scolastico tende a pronunciarle unendole (formando così un dittongo), mentre il campidanese tende a pronunciarle distaccate (formando così uno iato); l'italiano scolastico mantiene il suono puro della -f- e di tutte le consonanti anche dopo una vocale, mentre il campidanese trasforma il suono di quattro consonanti (c,f,p,t) se sono poste dopo una vocale. In definitiva la fonetica è diversa.
MORFOLOGIA.
Italiano scolastico: vedrò i cani...
Campidanese: ap'a biri is canis...
Il futuro dell'italiano scolastico si forma con una parola sola (vedrò) mentre quello del campidanese con un insieme di parole (ap'a biri), che si chiama perifrasi. Il plurale dell'italiano scolastico si forma sostituendo la vocale finale con un'altra (cane - cani), mentre quello del campidanese si forma lasciando la stessa vocale del singolare aggiungendogli una -s- alla fine (cani-canis). In definitiva la morfologia è diversa.
SINTASSI.

Italiano scolastico: Non ho visto Manuela: sta mangiano?
Campidanese: No apu biu a Manuela: papendi esti?
Quando il completamento oggetto è una persona, in italiano scolastico si lega direttamente al verbo, ma in campidanese occorre farlo precedere dalla preposizione a.
L'ausiliare dell'italiano è il verbo stare e si colloca prima del gerundio, mentre quello del campidanese è il verbo essere e si colloca dopo il gerundio. In definitiva la sintassi è diversi.
Ecco fatto per ragioni di spazio abbiamo dovuto portare pochi esempi, ma dovrebbero bastare per farsi una prima idea. Lessico, fonetica, morfologia e sintassi formano la struttura della lingua e sono tutti diversi, dunque le strutture dell'italiano scolastico e del campidanese sono diverse, dunque sono lingue (volendo ricorrere a un termine immediato) diverse.
Questo che abbiamo illustrato è un semplice procedimento scientifico semplice e chiaro, che voi potete usare, magari in forma di tabella (noi non l'abbiamo fatto per ragioni di impaginazione, ma vi assicuriamo che l'effetto è migliore), per ciò che volete, meglio se aggiungendo parametri per ogni elemento. Vale a dire, per esempio, che per la morfologia potete considerare anche il diverso articolo per la sintassi potete considerare anche la perifrastica attiva, cioè il sistema per esprime che un fatto sta per avvenire (sta per piovere - est a canta ' e proi) etc.
Potete iniziare comparando le varianti del sistema linguistico sardo (e noterete che la struttura è comune), potete continuare comparando una variante sarda con l'inglese scolastico, l'italiano scolastico con l'inglese scolastico etc.
Per saperne di più, potete consultare l'articolo alla seguente pagina web.

oi.imparaus@fisietto.com

A presto
Amos Cardia