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Le
varietà linguistiche della Sardegna (1)
Il
mese scorso abbiamo illustrato cosa sono i sistemi linguistici
e cosa sono le varianti (o varietà), prendendo come riferimento
alcune parlate della Sardegna e dell'Italia. Chiariti quei concetti
fondamentali, possiamo finalmente parlare della situazione della
Sardegna, illustrandone tutte le varianti, con la loro storia
e le loro caratteristiche.
Oggi in Sardegna sono usate sette varianti, appartenenti anche
a diversi sistemi linguistici: il campidanese, il logudorese e
il nuorese (appartenenti al sistema linguistico sardo), il sassarese,
il gallurese e il tabarkino (appartenenti al sistema linguistico
italiano), l'algherese (appartenente al sistema linguistico iberico).
Tutte le altre parlate, delle quali spesso si sente parlare, come
il cagliaritano, il quartese, il baroniese, il dorgalese etc.
altro non sono che sottovarianti delle varietà prima elencate.
Possiamo dividere le varianti finché vogliamo, arrivando
a definire le particolarità della zona, del paese, del
quartiere, persino della famiglia (sottovarianti delle sottovarianti
delle sottovarianti
), ma non avrebbe molto senso, dato che
a forza di cercare le piccole caratteristiche che ci distinguono,
perderemmo di vista le grandi caratteristiche che ci accomunano.
Torniamo dunque alle sette varianti, iniziando da quelle più
diffuse.
Sistema linguistico sardo.
Il campidanese è la variante maggioritaria in assoluto,
sia per estensione territoriale (si estende dalle coste meridionali
sino al versante meridionale del Gennargentu) sia per numero di
parlanti (si calcola che su 1.700.000 sardi ben 900.000 ricadano
nell'area del campidanese, mentre i restanti 800.000 siano da
dividersi fra le altre sei varianti). Oltre a questo, dato che
la lingua sarda deriva dall'incontro tra il latino dei conquistatori
romani e le varietà parlate in Sardegna prima del loro
arrivo (nuragico e cartaginese), è anche la variante più
antica, dato che i Romani iniziarono la conquista proprio dal
Sud (238 a.C.), e dunque qui si formò il primo mix dal
quale poi nascerà la lingua sarda. Non è un caso
che i più antichi documenti in lingua sarda che ci sono
pervenuti finora sono proprio in campidanese.
Il logudorese e il nuorese occupano l'area centro-settentrionale
della Sardegna, e la loro caratteristica più evidente è,
rispetto al campidanese, la maggiore somiglianza al latino, che
deriva proprio dalla loro più giovane età. Infatti
i Romani riuscirono a conquistare definitivamente quelle aree
solo alcuni secoli dopo la conquista del Sud, e dunque l'incontro
col latino qui fu ritardato, facendo nascere queste varianti quattro
o cinque secoli dopo la nascita del campidanese. Nascendo dopo,
è ovvio che hanno avuto molto meno tempo per evolversi,
e da qui la loro più evidente somiglianza col latino. Alcuni
considerano il nuorese una sottovariante del logudorese, ma noi
le abbiamo considerate due varianti distinte perché le
loro caratteristiche, per quanto simili, sono comunque ben riconoscibili.
Una comparazione, a questo punto, è d'obbligo. Una tabella
sarebbe l'ideale ma, per i soliti problemi di impaginazione, scriviamo
le stesse parole nelle varianti del sistema linguistico sardo
e in italiano scolastico (la tabella comunque potete sempre costruirvela
voi a parte, possibilmente includendo anche il latino e altre
lingue).
(Camp.) paxi, luxi, boxi - (Log.) paghe, lughe, boghe - (Nuor.)
pake, luke, boke - (It.) pace, luce, voce.
(Camp.) ollu, cillu, filla - (Log. e Nuor.) ozu, kizu, fiza -
(It.) olio, ciglio, figlia.
(Camp.) akua, cuatru, cincu - (Log. e Nuor.) aba, bàtero,
kimbe - (It.) acqua, quattro, cinque.
(Camp.) cantai, càntanta, cantai (imperativo), cantau -
(Log.) cantare, càntana, cantade, cantadu - (Nuor.) cantare,
càntana, cantae, cantau - (It.) cantare, cantano, cantate,
cantato.
Rispetto all'italiano, è più somigliante ora il
logudorese e nuorese, ora il campidanese, ma sono somiglianze
senza senso, dato che i sistemi linguistici sardo e italiano hanno
due storie completamente diverse, e nella struttura della lingua
non si sono mai influenzati in modo rilevante, malgrado la presenza
in Sardegna di Pisani, Genovesi, Piemontesi. Piuttosto è
interessante notare come in alcune forme verbali il nuorese somigli
più al campidanese che non al logudorese.
Malgrado il piccolo numero di esempi, potete notare che tra le
varianti sarde esistono degli automatismi, che si possono imparare
in un giorno, imparati i quali è più facile di quanto
non si pensi passare da una variante all'altra (sempre che si
conosca bene la propria).
Per
ragioni di spazio, le varietà dei sistemi linguistici italiano
e iberico le illustreremo nella prossima puntata, ma nel frattempo,
per saperne di più sulle varietà del sistema linguistico
sardo, potete consultare qualcuna fra le numerosissime opere ormai
esistenti.
Qui vi consigliamo un'opera recente e agile, che finora è
l'unica che spiega le varietà usando la stessa lingua sarda
(nella variante campidanese), considera e mette a confronto tutt'e
tre le varianti e, per chi proprio non riuscisse a capire, contiene
una sintesi anche in italiano: A. LEPORI, Gramàtiga Sarda
po is Campidanesus - Compendio di Grammatica Sarda per Italofoni,
Edizioni C.R., Quartu S.Elena, 2001, € 25. Di quest'opera
potete leggerne una mia recensione (anch'essa in lingua sarda)
al seguente indirizzo:
http://www.sardu.net/dir/arrecensiduras/gramàtiga.htm
Dal seguente indirizzo potete invece accedere a una bozza in italiano
della stessa grammatica, in formato .pdf: http://www.comitau.org/grammatica.pdf
A presto,
Amos
Cardia
oi.imparaus@fisietto.com
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